La storia del Principe e dell'Aviatore

liberamente Ispirato a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery

con Fabio Fassio e Elena Romano

regia di Andrea Borini

oggetti ed elementi scenici di Alice Delorenzi

pupazzi del Teatro del corvo

destinatari: primaria, secondaria di I grado, domeniche a teatro - dai 6 ai 13 anni

 

 durata dello spettacolo: atto unico di 50’

 

 

 

GALLERY

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LA TRAMA

L’Aviatore combatte contro il nemico mortale di ogni mattina: la sveglia. Ma è il suo turno, deve volare, il dovere lo chiama. C’è la guerra, bisogna andare a scrutare i cieli, il pericolo incombe sulla piccola tenda nel deserto dove Antoine vive con sua Moglie.

Questo giorno però si rivelerà molto diverso dagli altri: i ricordi rivivono, il segno lasciato da un incontro inatteso ritorna, indelebile… L’aviatore adesso non può partire senza ricordare quel Piccolo Principe incontrato nel deserto, perché quell’incontro gli ha insegnato a guardare e a sentire le stelle che ridono.

LO SPETTACOLO

Lo spettacolo, ispirato a “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupery, immagina che lo stesso scrittore, aviatore prima civile poi militare durante la seconda guerra mondiale, racconti con la moglie la storia del suo straordinario incontro con quello strano e fantastico personaggio di bambino venuto da lontano .

Nella piccola tenda la Moglie e l’Aviatore si alternano nel gioco del ricordo e il Piccolo Principe si anima tra le loro mani nella forma di un pupazzo. Poesia, gioco e scene di vita famigliare si alternano ricordando che i sogni non sono riservati ai bambini.

LE TEMATICHE PRINCIPALI

La tematica di fondo è quella della differenza tra il mondo degli adulti, che troppo spesso si dimenticano di essere stati bambini, e i bambini stessi, che sono in grado di guardare il mondo con sguardo disincantato. A questo tema si aggiunge quello dell’amore e del rapporto di coppia, che anche nelle situazioni più difficili può vivere e rinnovarsi attraverso il gioco, il ricordo, la capacità di vedere il mondo con gli occhi innocenti dell’infanzia.

È un testo ad alto valore educativo che in tutte le sue parti ci ricorda come sia importante creare legami umani, affettivi e di come essi implichino uno sforzo costante e notevole per mantenersi vivi ed integri. La volpe, amica del Principe in un universo di uomini soli, rappresenta i legami umani senza i quali la vita non è possibile. Sono i legami che rendono unico ciò che esiste in tante copie ma che rimane sterile se non addomesticato: come la rosa che il Piccolo Principe coltiva comprendendo solo alla fine il significato di quel legame.

La Moglie e l’Aviatore giocano tra loro nel raccontare la storia, evidenziando il loro rapporto di complicità e di amore, incombe però la guerra, distruttrice sociale e annientatrice di legami. L’azione scenica si svolge all’inizio degli Anni Quaranta del secolo scorso, negli istanti precedenti la partenza di Saint Exupery (l’Aviatore) per il suo ultimo volo di ricognizione, dal quale non ritornerà più, sparendo con il suo velivolo al largo della Corsica e lasciando in eredità ai posteri la sua opera più famosa ed immortale.

TECNICHE TEATRALI

È il gioco il linguaggio utilizzato per raccontare la storia de “Il Principe e l’Aviatore”: i due attori in scena diventano i personaggi del racconto di Saint Exupery animando il pupazzo del Piccolo Principe e trasformandosi attraverso vari oggetti di scena in altri strani caratteri che questi incontra nel suo lungo viaggio attraverso l’universo. Sono narratori interni alla storia. Questo meccanismo conferisce ritmo e stimolo continuo all’attenzione dello spettatore che via via vede nascere nuovi personaggi in una sorta di estremizzazione del linguaggio dello story-telling.

RECENSIONI

"È risaputo come alcuni incontri possano se non cambiare la vita per lo meno incarnarne una svolta: se è così per gli adulti, ragion di più può esserlo per i bambini, da sempre “spugne” pronte ad assorbire, facendone tesoro, tutto quello che proviene dall’esterno: ed a giudicare dalla reazione dei piccoli spettatori, è proprio questa la lezione che si coglie assistendo a La storia del principe e dell’aviatore, lo spettacolo del Teatro degli Acerbi, di cui Fabio Fassio ed Elena Romano sono bravi ed applauditi interpreti. (…) cinquanta minuti filati per un nutrito gruppo di piccoli spettatori, ordinatamente accovacciati in prima fila, a suggellare una bella pagina di teatro ragazzi salutato da convinti e chiassosi applausi finali.” (R. Canavesi per teatro.it)

 

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