IL FOLLE VOLO. Odissea in bianco e nero

 

drammaturgia e regia di Fabio Fassio e Elena Romano

con HadimBabou, Mohamed Djallo, EslamKaranElshalakany, Fabio Fassio, Mamadou Ndiaye, Elena Romano, Patrick Zeh

produzione Teatro degli Acerbi - CrescereInsieme ONLUS

destinatari: secondaria di I grado e II grado – tout public - dagli 11 anni

 

durata dello spettacolo: atto unico di 90’

 

 

 

GALLERY

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Fabio Fassio ed Elena Romano rileggono questo grande classico insieme a chi l'odissea l'ha vissuta sul serio.

A partire dal 2015 il Teatro degli Acerbi ha avviato una collaborazione con CrescereInsieme ONLUS di Acqui Terme (AL), una cooperativa sociale che si occupa da 25 anni di rifugiati e integrazione, persone e territori. E’ stato attivato un laboratorio teatrale volto all’integrazione sociale di rifugiati residenti presso le strutture della Cooperativa.

Questo progetto artistico porta sul palco cinque rifugiati e i due attori del Teatro degli Acerbi per uno spettacolo per la giornata mondiale del rifugiato.

 

LO SPETTACOLO

Due italiani e cinque africani in una scena senza scene, fra luci e musiche evocative, accomunati da una storia da raccontare, una storia antica portatrice di valori e suggestioni condivise.

L’epopea di Ulisse non è nulla in confronto a quella dei suoi compagni: lui ha un luogo da raggiungere, dei progetti da realizzare. Loro no, partono perché non hanno alternative, non sono eroi, sono semplicemente fedeli all'eroe e ad una scelta, fino alla fine, sono folli in un certo senso, e follemente volano con lui fra le isole e tra i flutti.

Difficile partire, difficile tornare ed è difficile scegliere se dimenticare o ricordare, se iniziare una nuova vita lasciandosi tutto alle spalle o mantenere un filo sottile fra sé e il passato.

Lo spettacolo danza fra tragedia e commedia, fra teatro e metateatro, fra linguaggio fisico e prosa letteraria abbattendo ruoli e gerarchie, colori e generi, diventando un grande gioco di umanità molto serio.

 

SINOSSI

Siamo sulle rive dell’Amelete, il fiume dell’oblio e della rinascita secondo il mito platonico di Er. Poco dopo la dipartita di Ulisse, i suoi compagni rimasti in coda presso le tre Moire per lungo tempo ad espiare le loro colpe, finalmente ricevono il diritto a una nuova nascita.

Stanno per bere l’acqua che farà loro dimenticare tutto per rinascere e ricominciare da capo. Ma poi ci ripensano... non si fidano, non vogliono dimenticare le loro imprese e la loro sofferenza, da dove vengono e ciò che hanno abbandonato. L’uomo dal multiforme ingegno ha una trovata: rapire la moira Cloto e fermare la catena di morte e rinascita eterna per vivere un eterno presente affrontando, dopo gli Dei, anche il destino. Questa impresa non può riuscire, di questo Cloto lo convince, ma gli fa una promessa: ispirerà le sue gesta ad un pescatore dell’isola di Chio che ha scelto di rinascere poeta, di rinascere Omero. Ulisse e i compagni si rassegnano ma di fronte alla loro disperazione Cloto decide di fargli un regalo: il teatro. Attraverso il teatro le cose diventano eterne e le gesta di Odisseo prendono vita ancora una volta fra porci e Proci, agi e naufragi, tentazioni e Lestrigoni, ciechi indovini e ciclopi assassini...

 

LE TEMATICHE PRINCIPALI

• Raccontare l’Odissea, un testo fondamentale per tutte le età è un valore di per sé, un valore letterario, artistico e pedagogico. La storia di un viaggio, di difficoltà e tentazioni, di lutti e incontri. La storia della vita.

• Raccontare questa storia insieme ai rifugiati e richiedenti asilo di Crescereinsieme e Az. Agr. Maramao ha un valore sociale e dice molte cose sull’ integrazione. Questi uomini e ragazzi sono uomini e ragazzi come quelli seduti in platea, persone che hanno viaggiato, sofferto, avuto opportunità di rinascita e le stanno sfruttando. Una lezione sul cadere e ripartire, sul mettersi in gioco e non smettere mai di aver voglia di giocare.

• Il nostro gioco è privo di retorica e pietismo. Gli attori di questa pièce devono superare le loro barriere e i loro pregiudizi culturali e religiosi. Dividono la scena cristiani e musulmani, uomini e donne, adulti e ragazzi, tutti con lo stesso fine: raccontare questa storia alla luce dell’oggi.

 

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