Renzo Tramaglino, sposo promesso

rielaborazione testo e regia di Luciano Nattino

con Fabio Fassio

scenografia di Francesco Fassone

produzione Casa degli alfieri

 

durata dello spettacolo: atto unico di 70’

 

 

 

GALLERY

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LA TRAMA

Renzo Tramaglino, ormai accasato e padre di famiglia, è sulle sponde dell’Adda e sta per attraversarlo con l’antico traghetto leonardesco. Osservando gli alberi, simbolo e voce dei suoi antenati, e il fiume che lo ha accompagnato nel suo peregrinare, inizia a raccontare le sue vicissitudini: dal matrimonio mancato al ricongiungimento con la sua bella Lucia passando per il matrimonio a sorpresa, il rapimento, il voto, la rivolta dei forni e la peste.

LO SPETTACOLO

Una rilettura de “I promessi sposi” attraverso il racconto ingenuo e ricco di humour del protagonista maschile, Renzo Tramaglino, colpito dalle avversità di quel matrimonio che “non s’ha da fare” e dalle difficoltà che gli altri fatti del romanzo gli impongono.

Il racconto teatrale segue tutti gli episodi del romanzo visti con gli occhi spalancati e spontanei di Renzo ed è narrato in rima con una parlata ibrida di più dialetti padani come un “cunto” antico del teatro popolare. In scena un traghetto leonardesco (come quello ancora oggi presente sull’Adda) a seguire l’andirivieni di Renzo, la sua fuga, le sue traversie e il destino che gli scorre sotto come un fiume.

Un teatro popolare che bene si addice a un incontro ravvicinato tra attore e spettatori.

LO SPETTACOLO

Una rilettura de “I promessi sposi” attraverso il racconto ingenuo e ricco di humour del protagonista maschile, Renzo Tramaglino, colpito dalle avversità di quel matrimonio che “non s’ha da fare” e dalle difficoltà che gli altri fatti del romanzo gli impongono.

Il racconto teatrale segue tutti gli episodi del romanzo visti con gli occhi spalancati e spontanei di Renzo ed è narrato in rima con una parlata ibrida di più dialetti padani come un “cunto” antico del teatro popolare. In scena un traghetto leonardesco (come quello ancora oggi presente sull’Adda) a seguire l’andirivieni di Renzo, la sua fuga, le sue traversie e il destino che gli scorre sotto come un fiume.

Un teatro popolare che bene si addice a un incontro ravvicinato tra attore e spettatori.

RECENSIONI

"Fabio Fassio riesce a trasportare lo spettatore con sè nel racconto: passa da un personaggio all'altro in modo comico, alterando la voce e modificando la postura; facile e intuitivo il dialetto, lo spettacolo raggiunge il gradino più alto utilizzando la rima. (...) Settanta minuti di divertimento e istruzione per tutti." (G.Rissone)

 

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